09/01/13

Erotismo e pedagogia a suon di miti



Odissea nera. Ecco quello che ho passato, il motivo per cui non ho più aggiornato il blog. Da circa un mese io ho un problema con...ok, basta. A chi la do a bere? Non ho aggiornato il blog perché non ho scritto altri post e non ho scritto altri post perché non l'ho fatto. Punto. Sono successe molte cose, ma il tempo c'è stato e non l'ho sfruttato in modo adeguato. Adesso, però, sono tornato, quindi, basta con la solita premessa pseudo-simpatica e passiamo al sodo. Si ricomincia.


Fantastico omaggio di Jorge Coelho

Odissea Nera
Testi e disegni: AA. VV.
Editore: Passenger Press

Inizio col dirvi che il box con lo sketch lo potrete avere solo se andrete a Lucca Comics 2012 con una macchina del tempo, se andrete al Festival del fumetto di Angouleme con una macchina normale o se parteciperete alla campagna Indiegogo di cui già vi parlai qui e che è prossima alla fine. Discorso identico per ricevere la stampa erotica di Adriano De Vincentiis, fumettista italiano emigrato in Francia che è già stato definito l'erede di Milo Manara. Ovviamente, parliamo del Manara zozzone.


Le sirene secondo Adriano De Vincentiis


Dicevamo, Odissea Nera. ON è una trilogia erotica. Dite che s'intuiva dall'immagine qui sopra? Posso dirvi che ci sono copertine di serie Marvel e DC ugualmente zozze e disegnate peggio, ma questa è un'altra storia. Questa trilogia erotica ha tre diversi protagonisti anche se, come vedremo, il terzo episodio potremo definirlo un crossover: Abbiamo Ulisse, già protagonista della ben più nota Odissea di Omero, suo figlio Telemaco e la moglie Penelope. Il filo conduttore delle tre storie, però, non sarà solo la lussuria. Eros e amore s'intrecceranno nelle vicende dei tre mitologici eroi, ma saranno provvisti entrambi di una forte componente pedagogica e utili alla crescita e alla maturazione dei personaggi, maturazione che li porterà all'inevitabile fine di questo viaggio, l'utopica conclusione di un poema di formazione dalle tinte molto forti. L'erotismo, quindi, non è utilizzato come mera scusa per attirare pubblico e vendere il prodotto a migliaia di ragazzini in piena pubertà. Volendo essere sinceri la PP non ha neanche la forza per farsi così tanta pubblicità, fatto che la costringe sempre a puntare sulla qualità delle pubblicazione. Fino ad ora, non hanno sbagliato un colpo. Vendono poco, è vero, ma non è certo colpa loro, bensì del mercato. E il mercato siamo noi, ma anche questa è un'altra storia.

Il viaggio di Telemaco è scritto da Alessandro Cremonesi e disegnato da Christian G. Marra, che è anche il Direttore Editoriale della PP. Telemaco è il personaggio che più colpisce poiché è colui il quale si forma più concretamente crescendo pagina dopo pagina. In principio, è uno stupido ragazzetto che fugge da una madre che odia perché ha instaurato una sorta di regno dell'amore lesbo, abolendo gli uomini dalla sua terra, e parte alla ricerca di un padre di cui, in realtà, non sa molto oltre alle sue leggendarie gesta tramandate oralmente. Telemaco, però, finirà col diventare, grazie alla sua maturità più che all'aiuto divino di Atena, un uomo forte capace di demolire gli idoli che non gli permettevano di camminare a testa alta e di affrontare il mondo intero di petto senza più alcuna paura infantile.

L'odissea di Ulisse, invece, vede ai testi Valentino Sergi, che è anche ideatore del progetto, e alle matite Jorge Coelho, che è colui che mi ha disegnato quel magnifico sketch sul box! Questa storia è, tra le tre, quella più vicina alle vicende classiche, anzi ci offre la versione originale di quegli avvenimenti: Odisseo, infatti, aveva taciuto molte delle cose accadute realmente durante il suo ritorno a casa. E così, quegli eroi che persero la rotta per un capriccio divino, diventano delle belve che stuprano e sterminano per il tornaconto personale, per i soldi e per soddisfare quell'insistente prurito al membro. Ma il figlio di Laerte cadrà così in basso che solo l'amore puro e verginale di una giovane donna potrà scaldargli il cuore al punto da destarlo da quel brutale torpore e farlo tornare finalmente a casa. Questa storia è certamente quella dal maggiore impatto visivo, sia per la crudezza delle scene che per l'epicità dei disegni dell'artista portoghese.

Infine, il compito di narrare le vicende della Regina Penelope è toccato ad Adriano Barone, ottimo autore di fumetti e libri come L'Era dei Titani e Zentropia, che ha sceneggiato per i disegni di Alain Poncelet. Dopo essersi straziata e aver pianto per giorni interi a causa della partenza del marito per la guerra di Ilio, Penelope comprende di esistere, di essere anche senza di lui così come tutte le altre donne i cui mariti erano partiti per lottare o anche quelle ripudiate poiché rifiutarono di legarsi a un uomo. Tutte le donne, Penelope ha riunito sotto il suo regno, un nuovo regno democratico fatto di amore (anche carnale) e di pace. Ma a Ulisse questa cosa proprio non va giù, non solo il suo regno è un enorme bordello ma scopre che l'intera popolazione femminile di Itaca è stata con sua moglie. Tra minacce e offese, i due sposi litigano e Odisseo viene cacciato da quella che era la sua terra. Fortunatamente, Telemaco, il più grande tra i tre, riesce a far conciliare i suoi genitori, riunire, quindi, la famiglia e instaurare un regno che...vale la pena acquistare l'opera per scoprirlo.

Come sempre, l'edizione è curatissima e stupenda anche solo al tatto. Ovviamente, leggerla non può fare che renderla ancora più bella nonché dare un senso concreto alla spesa effettuata. Io v'invito a leggerla: non sarà l'opera dell'anno, ma è una novità, una ventata d'aria fresca in questo mercato italiano che non sempre riesce ad emozionarci a dovere. Lunga vita all'indie con la speranza che il pubblico permetta a queste piccole realtà di crescere sempre più.


MMS

6 commenti:

  1. È una recensione bellissima, veramente bella e ti ringrazio di cuore. Non so che altro dirti... ^_^

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  2. Io ringrazio voi per il vostro lavoro. Continuate a farmi godere. ;)

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  3. una Penelope lesbica non me la perderei per niente al mondo.

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  4. Credo si tratti del pensiero comune. :P

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  5. Bel pezzo, caro MMS.
    Bisognerebbe impegnarsi a comprare, leggere e promuovere queste piccole grandi realtà, visto che in fin dei conti il mondo è bello perché vario.
    Anche quello editoriale.

    Che poi spesso e volentieri prodotti provenienti da piccole e poco note case editrici fanno il culo a produzioni ben più blasonate, quindi non dare opportunità a prescindere è proprio da coglionastri coi paraocchi.

    P.S.
    Mi hai incuriosito alla grande comunque, quindi a breve me lo gusterò tutto, grazie della segnalazione!

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  6. Grazie a te per i complimenti e per esser passato di qui.

    Anche le tue sono sante parole. Il fenomeno dell'indie, a volte, si riscontra anche nelle grande case editrici dove quelle serie ritenute di terza fascia risultano essere scritte e disegnate meglio dei soliti titoloni.

    Spero tu riesca a recuperare un box con sketch perché sono davvero bellissimi e ti consiglio di fare un salto sul sito della Passenger Press per dare un occhio alle altre validissime proposte.

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